Narcisismo patologico Vs Capitalismo liberista, ultra-finanziario, apolide e tecnocratico

Potrà forse risultare curioso paragonare una struttura socio-economica collettiva a una patologia della personalità, generalmente utilizzata come diagnosi di un disturbo della persona singola.

Tuttavia, se riflettiamo attentamente a cosa sia la personalità, ci accorgiamo che essa è il risultato di come e con quali strumenti l’individuo ha affrontato le sfide poste della vita.

Allo stesso modo, l’organizzazione socio-economica è una risposta collettiva alle sfide che la vita comunitaria implica, sia nell’ambito delle relazioni sociali umane, sia nei confronti della biosfera e dell’ambiente naturale.

Nelle organizzazioni socio-economiche, dunque, si riflettono le modalità con le quali l’umanità ha scelto di rispondere alle sfide, a livello individuale, dei rapporti sociali e dei rapporti con il pianeta che ci ospita.

È indubbio che la maggior parte delle società attualmente esistenti seguano un modello iper-piramidale, dove è considerato ovvio e normale che un piccolo gruppo di persone domini vaste masse umane; nelle quali è considerata fondamentale e imprescindibile un’accanita competizione per il potere sugli altri e il possesso a scapito degli altri; nelle quali è dato per scontato un assoluto antropocentrismo; nelle quali tutti i rapporti: il rapporto degli esseri umani tra di loro, quello tra esseri umani e altri esseri viventi, quello con la Natura nel suo complesso, sono orientati perlopiù in modo utilitaristico e verso il franco sfruttamento, sempre a scopo di conquistare ‘di più’, sempre di più, a scapito degli altri.

Ma tutto questo è davvero così ovvio, auto-evidente e perciò imprescindibile?

La Natura e la nostra psiche funzionano davvero seguendo obbligatoriamente e invariabilmente questo modello?

La risposta è: No, affatto! Sono esistite ed esistono tutt’ora organizzazioni psico-sociali assai diverse, espresse da quelle che gli antropologi definiscono ‘società matrifocali o matriarcali’, le quali mostrano una struttura per certi versi completamente diversa da quella cui siamo a abituati e che consideriamo assoluta e universale. Altro esempio è la Costituzione della Repubblica italiana, un documento ispirato ai valori umani universali, che per questo motivo viene continuamente attaccata dai gruppi di potere privatistici, con la speranza di poterla definitivamente distruggere.

L’ipotesi che formulo è che i gravi guasti ecologici, economici, sociali e politici che ormai sono sotto gli occhi di tutti, derivino dall’aver instaurato un sistema di vita che segue una filosofia capitalistica, liberista, apolide e tecnocratica, espressione di una distorsione patologica del normale sviluppo sociale umano.

In questo senso, mi pare di poter comprendere l’assoluta distanza di tale sistema di vita dalla realtà di un’organizzazione socio-economica fondata sui principi di partecipazione, condivisione, redistribuzione e cura, tipici della Natura, della quale siamo parte integrante, accanto alle altre specie viventi.

La forma che meglio rappresenta la struttura di relazioni all’interno della natura è la ‘rete o fiore della vita’, un simbolo antichissimo, che ha caratteristiche molto interessanti, come quella di contenere molti solidi geometrici, la spirale logaritmica e il toroide, queste ultime descritte come forme fondamentali che la natura adotta nelle sue creazioni.

Le nostre organizzazioni socio-economiche, per contro, sono iper-piramidali, strutturalmente diseguali e unidirezionali. Ovvero sono organizzate in una struttura gerarchica rigida e rastremata al vertice, cosicché pochissimi individui arrivano a dominare enormi masse di persone, governando le organizzazioni internazionali che controllano il cibo, l’energia, la sanità e il denaro, l’informazione, la cultura, la scienza e la tecnologia.

Ne consegue che gli individui che si trovano al vertice abbiano tutto l’interesse ad organizzarsi in cartelli monopolistici, al fine di massimizzare la loro convenienza, che deriva dal controllo e dallo sfruttamento dei Popoli, degli Stati e della Natura, ridotti a ‘risorse’.

Le parole d’ordine di queste organizzazioni socio-economiche sono: sfruttamento e controllo. La filosofia dominante che le sostiene è l’idea di scarsità: le risorse, compreso il denaro, sono scarse ci dicono. Quindi, via la corsa all’accaparramento, che ha la conseguenza di generare conflitti tra le persone, guerre, continue crisi indotte, dividendo le persone le une dalle altre, decomponendo la struttura sociale comunitaria e aprendo la strada a fenomeni sempre più spinti di controllo sociale.

Da un punto di vista psicologico, la grande diseguaglianza sociale, i fenomeni sempre più frequenti di crisi indotte, ossatura portante del sistema di sfruttamento-controllo, generano sentimenti di malessere e rabbia nelle persone, che istintivamente sentono la scorrettezza di tale sistema. Tuttavia, non riuscendo a dirigere questa rabbia verso la fonte del disagio, le persone tendono a colpevolizzarsi di tale disagio e finiscono per dirigere la rabbia su loro stesse. Il risultato sono sentimenti di ansia e depressione. Con questo si chiude uno dei cerchi del controllo, che esita in una maggiore possibilità dei vertici di sfruttare la base.

L’enorme aumento, che ogni psicoterapeuta può testimoniare, di disturbi d’ansia con caratteristiche depressive, è un dato che sembra confermare la pervasività di tale sistema.

In questa situazione, l’obiettivo dell’attacco del sistema capitalistico, liberista, ultra finanziario, apolide e tecnocratico è la forza principale della Natura: la struttura collaborativa, redistributiva, creativa, trasformativa. In una parola, questo sistema finisce per attaccare e distruggere la vita stessa: la vitalità psicologica, quella fisica e gli ecosistemi.

Mentre la Natura si basa sul principio di abbondanza e trasformazione, le società iper-piramidali si basano sul concetto di scarsità delle risorse, che sostiene il principio di immutabilità nella gestione del potere e nel possesso della ricchezza, attraverso un’opera incessante di strategie di controllo e dominio. Famiglie come quella dei Rotschild, ad esempio, sono i mandanti e coloro che hanno guadagnato da tutte le guerre combattute prima in Europa e poi in America, dal 1700 ad oggi, continuando ininterrottamente ad aumentare la loro ricchezza ed il loro potere (P. Ratto ‘I Rotschild).

Cercherò, quindi, di mostrare quelle che ritengo essere somiglianze pregnanti tra il sistema piramidale verticistico, alla base dello sviluppo del capitalismo liberista ultra-finanziario, apolide e tecnocratico, e le caratteristiche del narcisismo patologico.

Definizione di narcisismo patologico

Il termine narcisismo deriva dal mito greco di Narciso, prima affascinato e poi perso nella contemplazione dell’immagine di sé, riflessa in uno specchio d’acqua.

Così in ambito psicologico si usa il termine narcisismo in due accezioni differenti: la prima riferendosi al normale e sano sviluppo della persona, la seconda, definita patologica, al fallimento nel generare un senso di sé sano ed equilibrato.

Si intende con ‘sviluppo narcisistico’, il normale sviluppo della persona umana, che si compie con un senso di sé realistico, fondato su una buona auto-stima, consapevole del proprio valore umano, dei propri punti di forza e di debolezza, della propria interdipendenza nei confronti della comunità umana e dell’ecosistema terrestre.

Si definisce narcisista sano chi possiede caratteristiche specifiche come assertività, individualismo, buona autostima e ambizione, mentre mancano le accezioni negative legate alla patologia del carattere nota come ‘narcisismo patologico’.

Tipiche del narcisismo patologico sono, invece, la mancanza di empatia, il disprezzo, l’invidia e lo sfruttamento di altre persone.

Analizzando le caratteristiche del narcisismo come patologia, i terapeuti concordano sulla presenza di alcune caratteristiche generali:

manca l’interesse per il mondo e le persone,

non si riescono a costruire relazioni interpersonali,

si presenta un egocentrismo smisurato, con un bisogno smodato di riconoscimenti e una contemporanea mancanza di empatia.

La rappresentazione idealizzata di sé, accompagnata da fantasie grandiose di successo e potere illimitati, si accompagna al disprezzo per gli altri e il mondo, sempre considerati inferiori e in debito con il narcisista.

Sono tipici i comportamenti coercitivi, manipolatori e violenti, accompagnati dal sentirsi traditi e incompresi. Questo rende impossibile un coinvolgimento profondo nelle relazioni interpersonali, poiché l’altro viene sempre svalutato: ‘non ho bisogno di nessuno. Mi prendo tutto quello di cui ho bisogno’ è il motto del narcisista, che serve a negare la dipendenza dagli altri, rifugiandosi nel suo mondo di onnipotenza.

Egli fatica ad assumersi le sue responsabilità ed è incapace di integrare nella propria visione di sé anche gli aspetti negativi, che proietta costantemente sugli altri.

Per difendere l’immagine idealizzata di sé, che copre una personalità fragile, il narcisista deve allontanare gli altri. Infatti, un rapporto umano realistico e diretto potrebbe, in qualsiasi momento, invalidare tale rappresentazione ideale. Dunque, il bisogno di ottenere l’ammirazione dell’altro si accompagna a una contemporanea incapacità emotiva di reggere la critica. Da questo binomio derivano i comportamenti coercitivi, manipolatori, controllanti, violenti, tesi a rendere l’altro un obbediente ‘oggetto’ dei propri desideri e delle proprie pretese. (www.apc.it >disturbi-2> narcisismo patologico)

Si dice, così, che il narcisista veda gli altri, non come altri esseri umani al pari suo, ma come ‘oggetti sé’. Semplificando, questo vuol dire che nel mondo del narcisista esistono solo bersagli delle sue pretese, non esseri umani. Il suo mondo è ridotto a un ‘oggetto inanimato’, nel quale sono contenuti altri ‘oggetti inanimati’, come macchine al servizio dei suoi scopi.

Le stime di prevalenza del disturbo narcisistico nella popolazione generale sono di circa l’1%, con una maggiore incidenza nei Paesi capitalistici occidentali e nella popolazione maschile. Istitutobeck.com

Secondo i dati riportati dall’American Psychiatric Association (APA) esistono stime che collocano la prevalenza del disturbo tra il 2 e il 4% della popolazione, mentre il DSM-IV collocava la prevalenza fino a un massimo del 6% all’interno delle comunità e attribuiva una percentuale tra il 50 e il 75% alla popolazione maschile.

Per poter effettuare una diagnosi di narcisismo patologico, il DSM-5 suggerisce che il quadro pervasivo di grandiosità, la necessità di ammirazione e la mancanza di empatia, debbano essere presenti in una varietà di contesti, come indicato da almeno 5 degli elementi presenti nella colonna sinistra della seguente tabella.

Sistema capitalista, liberista, ultra finanziario, apolide e tecnocratico

Lo stile di vita narcisistico patologico si può scoprire in ogni ambito delle nostre organizzazioni psico-sociali dominanti. Per esempio, nella struttura e nelle pratiche della ‘scienza’ positivista, con il suo accento sull’’organismo macchina’ e la sua arroganza intrinseca, ben visibile negli orrori non-necessari della sperimentazione animale, vegetale, perfino umana. Oppure, nelle modalità con le quali ci procuriamo il cibo, attraverso quei lager che eufemisticamente chiamiamo ‘allevamenti e colture intensive’, corredati sia da un uso insensato di pesticidi, concimi chimici e farmaci di ogni genere, sia dalla deforestazione e dalla distruzione di interi eco-sistemi per scopi di profitto; al terribile spreco che i nostri sistemi produttivi comportano per la loro stessa organizzazione. Nel settore alimentare si stima uno spreco di cibo che supera il 45%, mentre nei settori tecnologico, dell’abbigliamento, dell’arredamento, lo spreco oscillerebbe tra il 30 e il 55%. Altro esempio concerne la medicina, la quale da un lato è sempre più sottomessa a interessi multinazionali privati, dominanti in ogni organizzazione sanitaria planetaria, e dall’altro guarda sempre meno all’individuo come a un essere vivente integro, ma piuttosto come a un insieme di ‘prestazioni’, che possono essere ripristinate soltanto usando farmaci a volontà.

Nel campo dell’economia, invece, domina l’invenzione della ‘moneta a debito’, una truffa colossale a vantaggio degli speculatori della finanza internazionale e l’imposizione dello scambio monetario in ogni ambito della vita, tanto da far coincidere ogni possibilità di vita con il possesso del denaro, per arrivare, addirittura, alla finanza speculativa tossica (per esempio tutto il tema dei cosiddetti derivati), che attualmente tenta di dominare l’economia e guadagna, non più investendo in imprese sane, che creano benessere nella società, ma in titoli detti tossici i quali, proprio perché fanno capo a imprese o addirittura Stati fallimentari o condotti appositamente al fallimento, permettono un volume di scambi finanziari sui quali gli speculatori guadagnano cifre di molto superiori al pil di diversi Stati; fino ai sistemi cibernetici, che mirano a sostituire la vita con algoritmi e robot, controllati dalle organizzazioni umane di potere.

In sintesi, l’atteggiamento psicologico che lega tutti i comportamenti funzionali all’organizzazione socio-economica modellata sulle caratteristiche del narcisismo patologico, è la gravissima riduzione di tutta la Vita a ‘merce da sfruttare-vendere-comprare’.

Come nel mondo della persona affetta da narcisismo patologico non esistono altri esseri umani, ma solo ‘oggetti’ al servizio delle sue pretese così, altrettanto, nel mondo capitalista-liberista-ultra finanziario e tecnocratico non esistono esseri viventi senzienti, ma soltanto merci in balia dei mercati: consumatori, beni di scambio, strumenti e, per finire, ‘risorse’ da sfruttare per trasformarle in denaro e potere (sia parla, infatti, sempre più di risorse umane, invece che di persone, di risorse naturali invece che di esseri viventi senzienti o di eco-sistemi).

Arriviamo così alla caratteristica più nefasta della psiche preda del narcisismo patologico: l’invidia. Questo vissuto dà luogo a una dinamica nella quale il narcisista si adopera per attaccare e distruggere proprio le persone o le situazioni che suscitano la sua ammirazione. Mentre in una psiche sana, l’ammirazione darebbe luogo, al massimo, a tentativi di emulazione, nel caso della patologia narcisistica di personalità, l’ammirazione genera invidia distruttiva.

Allo stesso modo, sia ‘la moneta a debito’ sia la finanza tossica, si adoperano per distruggere l’economia reale, perché da questa distruzione gli speculatori traggono i loro maggiori profitti. Ecco che le crisi, le malattie, i fallimenti, i default degli Stati, la fame, l’inquinamento, persino le pandemie, diventano occasioni di guadagno speculativo e di concentrazione del potere crescenti.

La distruzione degli aspetti sani della vita sociale ed economica, si avvale sempre di più di crisi create ad hoc, di fallimenti provocati. Così le crisi e i fallimenti perdono in modo perverso la loro funzione di avvertimento e monito; essi non sono più esperienze che permettono di imparare ed eventualmente correggere i comportamenti socio-economici che li hanno gnerati. La loro funzione è completamente distorta dalla creazione arbitraria delle stesse e dal sistema di potere che, invariabilmente, ne scarica i costi sulla società civile, sui popoli e sugli ecosistemi.

Il risultato di questo schema è che i grossi speculatori, mandanti diretti di crimini ecologici o contro l’umanità o le specie viventi, non pagano mai, anche perché questi individui sono sconosciuti ai più; essi fanno parte, infatti, di élite apolidi e trasversali, che non si riconoscono cioè in nessun Pese o in nessun orientamento politico specifico, ma li attraversano tutti, curando i propri interessi a qualsiasi costo, rimanendo invisibili dietro alle formazioni politiche di orientamenti opposti, dietro le grosse multinazionali, all’interno degli opachi organismi internazionali, come il FMI, la WTO, la Ue, l’OMS, ecc… A pagare le conseguenze nefaste di queste azioni criminali sono sempre ‘gli altri’: i popoli, gli ecosistemi, la biosfera. Si genera, dunque, una grave perversione dei principi etici regolatori fondamentali della vita delle comunità umane.

Arriviamo così al paradosso dei paradossi, che rende le nostre organizzazioni psico-sociali insostenibili da ogni punto di vista: esse distruggono ciò di cui vivono. Non soltanto valori etici, ma relazioni umane, economie, interi Stati ed eco-sistemi, provocando disastri che, alla lunga, diventano irrimediabili: la distruzione della vita stessa, attraverso il dissesto cieco di equilibri che sono affidati alla dinamica naturale, che noi non capiamo e non possiamo dominare.

La cosa grave e pericolosa è che, proprio a causa della distorsione operata sul significato delle crisi (che, è bene ripeterlo, sono solo occasioni per aumentare la ricchezza e il potere di chi le provoca, impoverendo e depotenziando la società civile, e non più occasioni che possono servire a correggere le proprie azioni), questo sistema è pericolosamente incapace di prendere sul serio le minacce ambientali, economiche, emotive, fisiche e sociali legate al suo proprio operare, o meglio, frutta le minacce che esse rappresentano per orientare a vantaggio di un piccolo manipolo di opachi personaggi le politiche globali.

In altre parole, questo è un sistema che rifiuta qualsiasi occasione utile a comprendere e correggere i grandi guasti che provoca. È, perciò, un sistema non evolutivo, ma pericolosamente cieco, tanto da diventare distruttivo e auto-distruttivo.

La sua cecità è la conseguenza diretta della ‘volontà di profitto e potenza’, che non accetta di prendere in considerazione il fallimento, la perdita, la morte e la trasformazione. Esempio di questo è il fondamento liberista del ‘profitto che deve crescere sempre’, a costo di abbassare la qualità dei prodotti, distruggere i salari, schiavizzare i bambini, determinare disastri ecologici, come sappiamo molto bene tutti, ormai.

Questa pretesa di aumento crescente, progressivo e lineare dei profitti, a vantaggio di un vertice molto ristretto, significa per i dipendenti un aumento progressivo delle ore di lavoro, una diminuzione dei salari, condizioni sempre più frenetiche di vita. Per il mondo dell’impresa significa un’induzione progressiva alla mancanza di rispetto per la vita umana, per il benessere delle specie viventi e degli eco-sistemi, sottoposti a uno sfruttamento sempre maggiore.

Sia per gli imprenditori sia per i dipendenti, implica una forte spinta alla competizione sempre più serrata di tutti contro tutti, nella rincorsa di un controllo totale della realtà, a scopo di profitto e potere privatistico.

La visione di cui parliamo è ovviamente pervasiva, tanto da diventare una filosofia di vita, nella quale la grande assente è l’empatia, quella qualità che permette di conoscere l’altro e il mondo, non sezionandolo come un oggetto inanimato dal quale estrarre benefici personali, ma condividendone intuitivamente l’esperienza.

Purtroppo, questa pervasività invade le strutture di potere e porta all’amara considerazione che i potenti della Terra rischiano di essere anche gli individui tendenzialmente più perversi dell’Umanità. In sostanza, nel mondo umano attuale, rischia di dominare incontrastata la patologia psico-sociale.

Così le grandi organizzazioni internazionali, come il FMI, la WTO, la NATO, la Ue, l’OMS, non sono organismi democratici che rispondono ai bisogni di equilibrio socio-economico-ambientale-ecosistemico, ma feudi di poteri privati sovranazionali.

La Natura, invece, nella sua dinamica ha chiaramente previsto diversi strumenti al servizio dell’empatia, tra i quali il sistema emotivo: un sistema universale, condiviso da tutti, esseri umani, animali e probabilmente anche piante, che permette, al di là della lingua parlata, della cultura, della razza o della classe sociale, di comunicare e di comprendersi immediatamente. Un sorriso o il pianto, o il rossore della vergogna, sono comprensibili e condivisibili immediatamente, da chiunque.

La Natura, cioè, nella sua economia evolutiva, ha investito molto su sistemi di condivisione e collaborazione universalmente diffusi.

La Natura aggiunge al sistema emotivo un altro vastissimo insieme di comportamenti collaborativi, che riguarda i rapporti tra gli individui, sia della stessa specie sia di specie diverse, che si chiama ‘simbiosi funzionale’.

Questo significa che il benessere di un individuo, di un gruppo sociale, di una specie, si lega indissolubilmente al benessere delle altre. Questo insieme di comportamenti istintivi forma la struttura base della Natura, che è rappresentata dalla ‘rete della vita’.

Così, ad esempio, il Popolo Verde crea ossigeno per tutti e per ognuno, guida l’acqua sotterranea a beneficio di tutto l’ecosistema, regola l’umidità e l’irraggiamento solare a beneficio di tutti. Così i lupi, considerati grandi predatori e volgarmente interpretati come esseri egoisti e violenti, sui quali da tempo immemore abbiamo proiettato le nostre caratteristiche egoiche, hanno invece dimostrato, in un esperimento condotto nel parco di Yellowstone, di essere gli agenti determinanti per ricostruire l’equilibrio e la salute dell’intero parco, insieme a tutte le altre specie viventi al suo interno.

La natura si avvale di una rete collaborativa e redistributiva generale, nella quale esistono certamente sacche di competizione che, tuttavia, non sono maggioritarie rispetto al volume totale degli scambi tra esseri viventi. La mole maggiore di scambi naturali si svolge all’interno dei comportamenti di collaborazione, condivisione e mutuo scambio, che sono gli unici a poter davvero garantire la vita. Eco- sistema è, appunto, il termine che indica la pervasività della struttura a rete della Natura.

Questo vastissimo insieme di comportamenti naturali credo sia, a buon diritto, da comprendere all’interno del vasto universo della ‘cura’. Quel mondo fatto di relazioni reciproche e benefiche per tutti, definibili nello schema ‘win-win’, ovvero dove tutti vincono e non esistono perdenti.

Infatti, se dominasse la competizione, è ovvio che porterebbe a una riduzione progressiva del numero di specie, conducendo alla morte degli eco-sistemi. La competizione esiste, in piccola parte, come una delle misure di contenimento e regolamentazione.

In conclusione, i nostri sistemi socio-economici sono ultra piramidali, diseguali, fondati sullo sfruttamento. I sistemi naturali sono circolari, egualitari, fondati sulla condivisione, la redistribuzione e la continua creazione.

Laddove i sistemi naturali sono auto-equilibranti, evolutivi, creativi e trasformativi, i nostri sistemi socio-economici, concepiti sul modello narcisistico patologico, sono squilibrati e squilibranti fino alla distruzione, involutivi, rigidi e mortiferi.

Come accennavo nell’introduzione, esistono alternative valide e sperimentate ai sistemi iper-piramiali, diseguali, basati su violenza e sfruttamento. I due esempi che ho già citato, uno molto vicino e uno lontano consistenti rispettivamente nella Costituzione della Repubblica italiana e nelle società matriarcali. Entrambi saranno l’argomento di futuri articoli.

NARCISISMO PATOLOGICO con tratti schizo-paranoidi

CAPITALISMO LIBERISTA, ULTRA FINANZIARIO, TECNOCRATICO
SENTIMENTI DI GRANDIOSITÀ

Sentimento di importanza personale, pensiero di essere unico, straordinario, eccezionale, esagerando talenti o risultati senza un’adeguata motivazione
FEDE ASSOLUTA NELL’INIZIATIVA PERSONALE PRIVATA Competizione come forza unica e assoluta di regolamentazione Lotta per la supremazia

SISTEMI PIRAMIDALI E ULTRA PIRAMIDALI
BISOGNO DI AMMIRAZIONE CONTINUO
Fantasie di successo e potere illimitati

Obbligo di frequentare e sensazione di poter essere capito solo persone o istituzioni importanti, di ceto sociale elevato
MITI DELL’UOMO FORTE
Miti della ricchezza e del potere come misure del valore
ARISTOCRAZIA FEUDALESIMO e NEO-FEUDALESIMO CLUB ESCLUSIVI BASATI SUL SENSO DI SUPERIORITA’: RANGO, DISCENDENZA RAZZA PRESUNTA SUPERIORITA’ SPIRITUALE: orgoglio spirituale Sistemi religiosi piramidali guerre di religione
CREAZIONE DI CARTELLI INDUSTRIALI, SPECULATIVI, FINANZIARI, MONOPOLI ESCLUSIVI, ORGANISMI SOVRANAZIONALI: NATO FMI WTO Ue
AGENZIE DI RATING FONDI di INVESTIMENTO SPECULATIVO: Black Rock Vanguard State Street FMR fidelity Stati ombra o ‘deep States’ formati da grossi interessi privatistici e corporativistici come la Silicon Valley, Black Roch, Vanguard, State Street e FMR fidelity e i gruppi di poter a capo di tali entità
ARROGANZA

Sensazione di avere diritto a tutto, che tutto gli sia dovuto, di aver diritto a trattamenti di favore, che i propri desideri/ambizioni debbano sempre essere soddisfatti, ad ogni costo
MITO DELLA CRESCITA LINEARE, COSTANTE E INFINITA dei PROFITTI a vantaggio dei capitalisti Espresso subdolamente nel MITO di un SISTEMA ECONOMICO che CRESCA INDEFINITAMENTE nella realtà del quale, i costi vengono fatti pagare alla base della piramide, cioè ai cittadini/consumatori e le ‘crisi’ create ad hoc o sfruttate allo scopo di accumulare più ricchezza e più potere sulla cima della piramide, impoverendo e togliendo potere alla base, ridotta a produttori/consumatori, senza diritti né voce in capitolo.
PERMESSO DI ACCUMULARE POTERE E RICCHEZZA SENZA LIMITI
MITO DELL’INTERNAZIONALISMO APOLIDE Multinazionali sovranazionali che hanno tutto il vantaggio dalla distruzione dei ‘confini nazionali’, con la distruzione degli Stati democratici, al fine di disporre di una massa di lavoratori senza identità né diritti democratici, da ‘deportare’ dove, come e quando il capitale, nascosto dietro i cosiddetti ‘mercati’, decide.
MANCANZA DI INTERESSE E RISPETTO PER GLI ALTRI E PER IL MONDO INCURANZA PER GLI ALTRI E PER IL MONDO MANCANZA DI EMPATIA, cioè l’impossibilità di identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri (tendenze schizo-paranoidi)

tendenza ad approfittarsi degli altri per i propri scopi relazioni improntate all’uso e alla manipolazione:

Considerare gli altri solo come strumenti al servizio dei propri desideri o dei propri scopi

PSICOPATIA
SFRUTTAMENTO DI ESSERI VIVENTI, UMANI COMPRESI, MATERIE PRIME, ORE DI LAVORO (tempo di vita) a scopo esclusivo di PROFITTO PERSONALE del capitalista DISASTRO ECOLOGICO SCIENTISMO TECNOCRAZIA
SISTEMA ECONOMICO FONDATO SUL DEBITO Propaganda Diffusione di false informazioni Impedimento di accesso alla conoscenza

RIDUZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI E DELLA NATURA A: ‘RISORSE’ e a ‘PRODOTTI DI MERCATO’/ CONSUMATORI ovvero a ‘strumenti’

PRIMATO DELLA RICERCA E DEGLI INVESTIMENTI IN CAMPO BELLICO, su qualsiasi altro investimento o ricerca
DISPREZZO, CRUDELTÀ,

Comportamento interpersonale oppressivo, controllante, dominatore, violento, fino alla giustificazione dello schiavismo
SISTEMA ECONOMICO FONDATO SUL DEBITO USO STRUMENTALE DELLE CRISI, DELLE GUERRE, PER SOSTENERE ED ESPANDERE IL PROFITTO E IL POTERE PERSONALE
NECESSITÀ DI MANTENERE TRA IL 10 E IL 20% LA DISOCCUPAZIONE per poter mantenere bassi i salari con il ricatto, aumentando il profitto e garantendo il potere dei capitalisti
Privatizzazione delle risorse essenziali:.
Controllo alimentare: tecnologia transgenica uso di pesticidi e concimi chimici moratoria allo scambio libero di semi, tentativi di impedire gli ‘orti personali’;
privatizzazione dell’acqua (operate dai grandi fondi speculativi come Black Rock, Vanguard, State Street e FMR fidelity;
controllo privatistico del settore farmaceutico e dei protocolli terapeutici;
controllo delle fonti energetiche;
controllo climatico tramite la geo-ingegneria;
controllo dell’informazione: entità private come google e facebook, ad esempio, che tutti usano come ‘piazze pubbliche’ di condivisione, ma che in realtà decidono unilateralmente, controllando gli algoritmi informatici, cosa pubblicare, a chi dare visibilità, a chi rendere visibile cosa.
Controllo dell’educazione a ogni livello: programmi scolastici, universitari, di specializzazione
tendativi di controllo della rete internet

attacco alle Comunità e al senso di Comunità: tentativi di disgregazione sociale individualismo miti della competizione
INVIDIA, NICHILISMO

Tendenza a distruggere le persone, le cose oppure le realtà che suscitano nel narcisista ammirazione, con la tendenza a umiliare, potendo arrivare fino alla distruzione emotiva, psicologica, economica, lavorativa, di immagine, addirittura fisica dell`altro.
COMPETIZIONE Come motore essenziale e unico dello sviluppo

BANCHE, GROSSI TRUST O CARTELLI USANO I CAPITALI DEI RISPARMIATORI PER ACQUISIRE REALTÀ PRODUTTIVE che depotenziano o distruggono per conservare o estendere il monopolio CREAZIONE DI ORGANISMI SOVRANAZIONALI CHE GODONO DI IMMUNITA` TOTALE RISPETTO ALLE LEGGI COLLETTIVE E COMUNITARIE
FINANZA SPECULATIVA E TOSSICA
TECNOCRAZIA = sostituzione di tutta la Vita con la tecnologia: transgenico transumano geo ingegneria climatica, ingegneria biologica robotica per sostituire figure professionali realtà virtuale controllo informatico e cibernetico: microchip sottocutanei tecnologie 5G e similari